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	<title>Mattia Moretto</title>
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	<description>Parliamo di Web che funziona</description>
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		<title>[Video] 2 video per imparare collaborazione e tempistiche</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 07:23:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il vollery per imparare il gioco di squadra. I bambini per imparare che la creatività ha bisogno dei suoi tempi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vado veloce. Il tempo mi manca e il fatto che non scriva più nel mio blog ne è una prova lampante. Da oggi scriverò con una certa regolarità non solo in questo posto ma anche in www.mocainteractive.com il sito di Moca sulla quale mi sono cimentato nuovamente come Web Designer ( grazie ragazzi per l&#8217;opportunità ).</p>
<p>Ritornando al tema del post vi segnalo 2 video, il primo segnalatomi da @marcoziero e il secondo da @leonardomilan.</p>
<p><strong>VIDEO 1: </strong>Il volley è un gioco di squadra. E i meccanismi che portano a segnare un punto sono spiegati in maniera magistrale dal profeta argentino julio Velasco. Gli stessi concetti sono applicabili di certo al gioco di squadra all&#8217;interno delle aziende. Insomma, lo sport fa bene. Anche alla mente.<br />
<iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/5RXX-PiifXY" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<strong>VIDEO 2:</strong> Quando il cliente ti impone tempi stretti o budget limitati per essere creativo. Ecco un video che farei vedere a tutti i clienti che non sanno conciliare tempo e creatività. Idem dicasi per i numerosi &#8220;boss&#8221; che vogliono tutto e subito e soprattutto fatto bene. Mi dispiace, mission impossible è solo al cinema.<br />
<iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/jgvx9OfZKJw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>[Video] Migliorare la User Experience del proprio sito per aumentare le vendite</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 14:11:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Design]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[Un video per capire l'importanza della User Experience e perchè è necessario adottarla]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mattiamoretto.com/2011/04/video-migliorare-la-user-experience-del-proprio-sito-per-aumentare-le-vendite/schermata-2011-04-22-a-10-44-31/" rel="attachment wp-att-360"><img src="http://www.mattiamoretto.com/wp-content/uploads/2011/04/Schermata-2011-04-22-a-10.44.31-320x217.png" alt="" title="Schermata 2011-04-22 a 10.44.31" width="320" height="217" class="alignleft size-medium wp-image-360" /></a>Una delle tante regole del buon &#8220;webmarketing&#8221; applicato all&#8217;aumento dell&#8217;efficienza commerciale dei siti web aziendali si basa essenzialmente su due fattori:</p>
<p>1) aumentare le visite al proprio sito web ( tramite SEO, Pay per Click, ecc ) e<br />
2) migliorare la capacità del proprio sito di convincere i propri visitatori a compiere un &#8220;Action&#8221; ( acquistare, compilare un form, iscriversi, ecc ).</p>
<p>Se da molti anni si è discusso molto di aumento della visibilità tramite il posizionamento nei motori di ricerca, un pò meno si è parlato del concetto di User Experience, ovvero la capità persuasiva di un sito web nei confronti dei propri visitatori. Possiamo paragonare i due approcci di marketing alla situazione che potrebbe affrontare un&#8217;ipotetico negozio nel raggiungere il suo principale obiettivo: vendere i propri prodotti.</p>
<p>Se aumentare il traffico in al sito equivale a collorare il nostro negozio nel corso del centro, luogo dove c&#8217;è un alto passaggio di persone rispetto ad una zona periiferica, la User Experience potrebbe essere paragonata a come la vetrina del negozio riesca a convincere la persona di passaggio ad entrare nel negozio. Non solo: anche la capacità del commesso nell&#8217;essere abbastanza persuasivo nel presentare i prodotti, aumentando la probabilità di concludere la vendita.</p>
<p>La User Experience è quell&#8217;insieme di tecniche e metodi che migliorano il sito web nel raggiungere l&#8217;obiettivo di &#8220;vendere di più&#8221;. Più genericamente si parla anche di &#8220;conversion rate optimization&#8221;, in italiano l&#8217;ottimizzazione del grado di conversione del sito. Tra le tecniche utilizzate per aumentare il conversion rate di un sito citiamo:<br />
- A/B test o Multivariate test per la misurazione delle landing page e loro CRO<br />
- Click traking software<br />
- Conversion rate Design</p>
<p>Volendo tralasciare gli aspetti più tecnici ( ne parleremo nei prossimi post ) vi vorrei segnalare un video che spiega come, nell&#8217;economia di un&#8217;azienda, migliorare la UX possa davvero fare la differenza nel ROI. Non solo, una spiegazione chiara e precisa delle cause di un mancato raggiungimento dell&#8217;obiettivo.<br />
<iframe title="YouTube video player" width="640" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/O94kYyzqvTc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Lara William: l&#8217;ultima frontiera dello spam che evolve e passa per Linkedin e Twitter</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 17:16:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Linkedin girano Utenti fake. Ti invitano, ti ammaliano con ottimi post e poi ti mandano lo spam! Ecco svelata l'ultima frontiera dello spam!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era questione di tempo, ma alla fine lo spam doveva per forza evolversi in forme sempre più subdole e intelligenti vista l&#8217;ormai riluttanza di quasi tutti gli utenti nel leggere le mail promozionali o, ancora peggio, essere bloccati ancora prima dall&#8217; antispam del server di posta in entrata.</p>
<p>Vi parlo di un evoluzione dello spam che passa per i social media, anche quelli più seri come Linkedin.  Parlo ad esempio della signora <a rel="nofollow" href="http://www.linkedin.com/in/larawilliam" target="_blank">Lara William</a>, sedicente Manager, un MBA alle spalle ed esperienza da vendere. Strano a dirsi questa giovane donna manager sembra essere in realtà un bot che sfrutta Linkedin per generare migliaia e migliaia di collegamenti per poi, con cadenza periodica, inviare messaggi privati che risultano essere spam di servizi per far soldi in modo facile e veloce ( ovviamente delle vere e proprie truffe ).</p>
<p><a href="http://www.mattiamoretto.com/2011/03/lara-william-spam-linkedin-twitter/lara_william/" rel="attachment wp-att-347"><img src="http://www.mattiamoretto.com/wp-content/uploads/2011/03/lara_william.jpg" alt="" title="lara_william" width="200" height="206" class="alignleft size-full wp-image-347" /></a>Dietro a questo bel faccino molto probabilmente potrebbe esserci un team di indiani che a raffica mandano in giro richiesta di collegamento ad altri utenti ( veri )  via Linkedin. Il tutto sembra apparentemente normale: dopo aver ricevuto l&#8217;invito a connettermi controllo il suo profilo linkedin: migliaia di connessioni, quasi 50 segnalazioni, iscrizione a gruppi di manager. Insomma la nostra Lara sembra essere un tipo davvero in gamba. Accetto l&#8217;invito. Sono connesso. Mi chiedo solamente perchè abbia mai chiesto a me di entrare in contatto. Ovviamente non arriva nessuna comunicazione, nessun messaggio. Nel frattempo leggo i suoi post. Commenti e retweet di blog di carattere finanziario e business. Insomma, sembra davvero essere una persona coinvolta in business interessanti. Fino a quando non ricevo una mail privata in Linkedin che mi invita a prendere in considerazione un business. <a href="http://www.maverickmoneymakers.com/?hop=pmwatch" rel="nofollow" target="_blank">Eccolo</a>.</p>
<p>Una vera e propria Scam Page che promuove un sistema per far soldi in modo immediato e facilissimo ( certo, come no, e io che ci sto a fare qui a far webmarketing se posso guadagnare 100mila euro al mese con sole 4 ore di lavoro al giorno, per di più da casa o sdraiato nella mia comoda amaca? ).</p>
<p>Avete capito i volponi dello spam? Considerando che le comunicazioni che arrivano da collegamente Linkedin hanno di certo un tasso di lettura e attenzione maggiore rispetto a qualsiasi annuncio arrivato via mail, sembra più producente spendere tempo ( e denaro ) a generare utenti fake in linkedin, creare una rete di contatti, alimentare la propria attività postando regolarmente link da blog di settore e puntualmente, una volta avuto l&#8217;accreditamento verso i collegamenti, mandare una mail privata per sollecitare l&#8217;attenzione verso un servizio di dubbia serietà.  Se fate una ricerca nel web scoprirete che di utenti fake su linkedin ce ne sono parecchi. Date uno sguardo <a href="http://linkvaark.com/hall-of-fakes-3/" target="_blank" rel="nofollow">qui</a>, ad esempio.  Come ovviare al problema? Semplice: non accettate inviti a collegarvi da persone che non conoscete, soprattutto se di provenienza anglosassone. Questi utenti/bot sono infatti prevalentemente utilizzati per il mercato inglese e americano.  Mi auguro solo che Linkedin non diventi una nuova piattaforma per generare spam. Divulgate la news! Ammazza il bot!</p>
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		<title>Attenzione a non sporcare la vostra personal reputation in Linkedin &#8220;grazie&#8221; a Twitter</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 15:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche piccolo accorgimento ci aiuterà a non postare in Linkedin commenti fuori contesto o non adatti ad una rete di collegamenti professionali]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-334" href="http://www.mattiamoretto.com/2011/03/personal-reputation-linkedin-twitter/linkedin-twitter/"><img class="alignleft size-full wp-image-334" title="linkedin-twitter" src="http://www.mattiamoretto.com/wp-content/uploads/2011/03/linkedin-twitter.jpg" alt="" width="241" height="298" /></a>Dopo un&#8217;attenta autoanalisi mi sono accorto di aver fatto un errore madornale nel non considerare quanto dannoso possa essere il condividere gli account tra i vari social network se questi richiedono un diverso stile di comunicazione. E credo di non essere l&#8217;unico ad essere incappato in questo banale errore. Vediamo in breve perché questo può causare qualche danno alla professionalità del vostro profilo Linkedin.</p>
<p>Mi spiego meglio. Se possiedo sia un account Linkedin che Twitter, posso aggiornare lo stato del primo con un semplice tweet grazie alla condivisione degli account. Ottimo metodo per far conoscere il mio stato a tutti coloro che sono in collegamento con me attraverso i vari social network. Il web, si sa, è al servizio dei più pigri.</p>
<p>Il problema avviene quando la tipologia di post ( o tweet ) è consona ad un solo canale social e viene postato automaticamente nel secondo. Per essere più precisi: se postiamo un tweet goliardico o del tutto fuori topic rispetto alla nostra professione/professionalità, questo risulterà fuori contesto una volta postato automaticamente nella bacheca di Linkedin e quindi visibile a clienti, partners o colleghi.<br />
Ancor peggio quando altri social network postano in automatico verso Twitter, il quale automaticamente condivide il tweet in Linkedin.</p>
<p>Non so se sono l&#8217;unico che in bacheca di Linkedin riesce a vedere aggiornamenti di profilo dei miei collegamenti che indicano:</p>
<ul>
<li> Cosa stanno mangiando grazie a Fiddme</li>
<li> Dove si trovano grazie a Gowalla o Foursquare</li>
<li> Cosa stanno fotografando grazie a Instagram</li>
<li> Che musica stanno ascoltano grazie a Shazam</li>
<li> Chi stanno canticchiando grazie a <a href="http://www.ibarbrapp.com" target="_blank">iBarbra</a> ( ve lo segnalo perchè è davvero carino e ludico )</li>
</ul>
<p>E la lista potrebbe continuare.<br />
Purtroppo questa associazione dall&#8217;alto potenziale nocivo al personal branding spesso viene dimenticata e gli aggiornamenti di stato su Linkedin, che notoriamente dovrebbero riguardare l&#8217;attività professionale, vengono sporcati da i vari tweet di carattere più ludico e, perché no, banale.</p>
<p>Come possiamo fare in modo che sul nostro profilo Linkedin venga indicato il nostro account Twitter ma non sia attivo il posting automatico?<br />
Molto semplice. Dal menu  &#8220;profilo&#8221;, selezioniamo la voce di menu &#8220;modifica profilo&#8221;. Scorriamo la pagina fino ad &#8220;altre informazioni&#8221; e clicchiamo su &#8220;modifica&#8221;. Apparirà la seguente schermata:<br />
<a rel="attachment wp-att-335" href="http://www.mattiamoretto.com/2011/03/personal-reputation-linkedin-twitter/schermata-2011-03-15-a-11-07-36/"><img class="alignleft size-medium wp-image-335" title="Schermata 2011-03-15 a 11.07.36" src="http://www.mattiamoretto.com/wp-content/uploads/2011/03/Schermata-2011-03-15-a-11.07.36-320x203.png" alt="" width="320" height="203" /></a><br />
Spuntate tutte le caselle, in particolare la voce &#8220;CONDIVISIONE TWEET&#8221;. Questo farà in modo che i tweet vengano pubblicati anche nella bacheca Linkedin qualora aggiungiate l&#8217;hashtag #li o #in</p>
<p>Problema risolto.<br />
Ora la vostra personal identity in Linkedin non verrà sporcata da tweet che non rientrano nell&#8217;argomento della vostra schiera lavorativa o non propriamente adatti allo strumento che, personalmente, giudico molto efficace ma non ancora apprezzato o utilizzato al massimo delle sue potenzialità ( almeno in Italia ).<br />
Carissimi CEO, Web Marketing Manager, Internet Business Consultant, Founder, Co-Founder, Web Evangelist o Guru, dove fate il check-in o cosa state mangiando non migliora di certo la vostra reputation ne tantomeno ci interessa poi così tanto. Diteci cosa state pianificando, pensando o se possiamo fare del business assieme. Questo è Linkedin!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Come NON usare Linkedin per cercare un posto di lavoro</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 11:56:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un fatto realmente accaduto. Ci voglio scrivere un articolo e riassumere cosa NON fare per cercare lavoro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-329" href="http://www.mattiamoretto.com/2011/02/come-non-usare-linkedin-per-cercare-un-posto-di-lavoro/linkedin2/"><img class="alignleft size-medium wp-image-329" title="linkedin2" src="http://www.mattiamoretto.com/wp-content/uploads/2011/02/linkedin2-320x213.jpg" alt="" width="320" height="213" /></a>Devo ammetterlo: non ho mai parlato moltissimo in merito a Linkedin come strumento per cercare un posto di lavoro ma in un articolo precedente abbiamo visto come <a href="http://www.mattiamoretto.com/2010/10/trovare-client…inkedin-regole/">usare linkedin per trovare nuovi clienti</a></p>
<p>Oggi vi devo raccontare una storia realmente accaduta al sottoscritto e dalla quale trarre alcune conclusioni su come NON usare Linkedin per cercare lavoro.</p>
<p><strong>Giorno 1:</strong><br />
Ricevo la richiesta di connessione da un Signore Italiano che chiamerò &#8220;Basilio Brusolon&#8221;. Di professione fa il pasticciere. Niente foto, pochissime connessioni. Mah, penso tra me e me, forse una volta collegati potrò scoprire chi è il signor Brusolon. Forse è alla ricerca di un consulente? Intanto accetto la richiesta di contatto.</p>
<p><strong>Giorno2:</strong><br />
Da Basilio non ricevo nessuna comunicazione, ma vedo che ha caricato una foto nel suo profilo. Sembra essersi appena alzato dal letto e si sta grattando la testa in modo poco britannico. Le mie perplessità aumentano&#8230;</p>
<p><strong>Giorno 3:</strong><br />
Ricevo una notifica via mail da Linkedin nella quale mi viene indicato che il Sign. Brusolon mi ha appena chiesto una segnalazione. Una segnalazione, per chi non lo sapesse, è una sorta di &#8220;raccomandazione&#8221; che gli utenti Linkedin possono fare nei confronti di partner, colleghi di lavoro o clienti. Avere delle segnalazioni positive è un indice di buona professionalità ( questo non significa che chi non ne abbia ancora o ne abbia poche sia poco professionale ).<br />
La richiesta via Linkedin è chiara: Sto cercando un lavoro come pasticciere. Potresti farmi una segnalazione per cortesia?</p>
<p><strong>Giorno4:</strong><br />
Non ci posso credere: qualcuno che non ho mai conosciuto mi ha contattato e ora chiede una raccomandazione per trovare lavoro. E perchè proprio a me? Io lavoro nel settore web..lui nel settore ristorazione. Forse qualche mio parente ha sparso la voce che sono un amante dei dolci?!<br />
Usando lo stesso strumento usato dal Sign. Brusolon decido di fargli capire, con una vena decisamente sarcastica, che questo approccio non è corretto, inefficace e tipicamente italiano ( Dobbiamo sempre farci strada imbrogliando noi italiani ?! ).<br />
Invece di rispondere via mail o via contatto Linkedin decido di scrivere il tutto nella raccomandazione che lui stesso mi ha chiesto. Sicuramente, penso tra me e me, capirà che non era proprio l&#8217;approccio più corretto.</p>
<p><strong>Giorno 5:</strong><br />
Con mio immane stupore scopro che il Sign. Brusolon ha deciso di pubblicare la mia raccomandazione. Ma dico: Si può?<br />
Eccola:</p>
<p><a rel="attachment wp-att-327" href="http://www.mattiamoretto.com/2011/02/come-non-usare-linkedin-per-cercare-un-posto-di-lavoro/lavoro-linkedin/"><img class="alignleft size-full wp-image-327" title="lavoro-linkedin" src="http://www.mattiamoretto.com/wp-content/uploads/2011/02/lavoro-linkedin.jpg" alt="" width="586" height="280" /></a></p>
<p>Credo che a questo punto sia chiaro come NON usare Linkedin per cercare un lavoro.</p>
<p>Vediamo di riassumere il tutto in punti:</p>
<p>1) Compilate per bene il vostro profilo. NON usate foto poco professionali, sfuocate o improvvisate<br />
2) Tenete contatti con chi vi conosce realmente. NON chiedete il contatto solamente per aumentare il contatore.<br />
3) Chiedete la raccomandazione SOLAMENTE se è necesaria e a chi realmente vi conosce bene.<br />
4) NON pensate di trovare un lavoro usando Linkedin. Per questo c&#8217;e&#8217; Motore Lavoro o Monster. Linkedin serve per tenerci in contatto con i nostri colleghi, clienti e fornitori e trovare nuovi contatti commerciali. Se farete bene questo avrete più possibilità di trovare lavoro grazie alle vostre REALI conoscenze.</p>
<p>5) Se siete alla ricerca di un lavoro NON contattate a casaccio chi potrebbe aiutarvi. Segnalate nel vostro status che siete alla ricerca di una nuova esperienza lavorativa. Visitale la Seazione Jobs: è li appositamente e funziona molto bene.</p>
<p>6) Usate la sezione &#8220;Gruppi&#8221;. Verrete a contatto con professionisti che operano nel vostro stesso ambito lavorativo e potrete così postare una nuova discussione chiedendo informazioni e aiuto.</p>
<p>7) Linkedin non è Facebook. Qualsiasi azione, status o indicazione che lascerete nel profilo potrà influenzare positivamente o negativamente la vostra reputation professionale nei confronti di chi è in contatto con voi. Un po&#8217; più formale di Facebook qui. Occhio.</p>
<p>Penso sia una buona base su cui trarre delle considerazioni. Avete altri suggerimenti? Commentateli pure sotto così ne parliamo!</p>
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		<title>Come scegliere il nome della propria azienda</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 15:24:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scegliere il nome per una nuova azienda non è cosa facile. Ecco alcuni suggerimenti utili]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In <a href="http://www.mattiamoretto.com/2010/11/scegliere-il-nome-della-vostra-azienda-attenzione-a-valutare-possibili-equivoci/">questo articolo</a> precedente abbiamo visto come <strong>NON SCEGLIERE</strong> il nome della propria azienda. Regola numero 1: verificare che il nome scelto non abbia significati poco simpatici in altre lingue. Detto questo oggi volevo suggerirvi due approcci diversi alla scelta del naming aziendale:</p>
<p>A) Utilizzare siti web adatti alla ricerca di nomi aziendale<br />
B) Farvi aiutare da un consulente per la scelta del nome</p>
<p>Entrambe le strade prendono in considerazione un aspetto fondamentale che negli ultimi anni fa da padrone nella scelta del nome da dare alla propria azienda: esiste il nome dominio libero del nome che ho scelto?</p>
<p><a rel="attachment wp-att-306" href="http://www.mattiamoretto.com/2011/02/scegliere-nome-azienda/nome-azienda-2/"><img class="alignleft size-full wp-image-306" title="nome-azienda" src="http://www.mattiamoretto.com/wp-content/uploads/2011/02/nome-azienda1.jpg" alt="" width="326" height="224" /></a>Spesso e volentieri infatti, una volta effettuata la scelta ( mai facile ) del nome aziendale, ci si trova di fronte al problema di non aver nessun dominio disponibile. Alla più disperata molti registrano  nomi a dominio assurdi del tipo &#8220;aziendasrl.it&#8221;, &#8220;azienda-italia.it&#8221; oppure &#8220;azienda.biz&#8221; ecc.</p>
<p>Altra alternativa è quello di proporre un acquisto del dominio al proprietario del dominio che ci interessa con 2 potenziali risultati negativi: a) il dominio non è in vendita b) il dominio è in vendita ma a caro prezzo.</p>
<p>Cosa fare allora? Partiamo dai domini in vendita o liberi per scegliere il nome aziendale potenzialmente papabile. Questo processo è molto lungo e complesso. Qualora abbiate dimestichezza con il mondo web e volete procedere con metodi  &#8220;Fai da te&#8221; vi suggerisco 2-3 siti che possono fare al caso vostro:</p>
<p><a href="http://www.brandstack.com" target="_blank">BrandStack:</a> E&#8217; un marketplace americano dove possessori di dominio interessanti e logodesigner si sono riuniti per vendere soluzioni pacchettizzate di naming + logo. In sostanza potete già valutare nomi per la vostra azienda con dominio libero e logo già fatto ( ovviamente il logo lo potete usare o far rifare ). I costi non sono esagerati, la qualità dei loghi più che soddisfacente. Dipende ovviamente dal nome che andrete ad acquistare. Di certo salverete tempo in un attività che, credetemi, richiede moltissimo tempo.</p>
<p><a href="http://www.brandbucket.com" target="_blank">Brandbucket</a>: Molto simile al precedente, questo progetto punta più al nome dominio, meno al design del brand. Troverete in vendita anche nomi dominio .com con quattro lettere. Ottimo il motore di ricerca suddiviso per budget e per categoria.</p>
<p><a href="http://www.sedo.com" target="_blank">Sedo</a>: il marketplace più famoso al mondo per la vendita e acquisto di domini. Utilizzate l&#8217;ottimo motore di ricerca per cercare i domini in vendita che contengono la vostra parola chiave o il nome che avete in mente. Nella sezione Auction potete inoltre vedere dei nomi dominio di tipo &#8220;brand&#8221; potenzialmente acquistabili.</p>
<p><a href="http://www.godaddy.com" target="_blank">Godaddy</a>: Il mio preferito tra i siti che contengono aste a dominio. Ho fatto ottimi acquisti spendendo davvero poco! Lo preferisco a sedo come facilità di utilizzo e possibilità di acquisto a prezzi competitivi.</p>
<p>Se questi strumenti risultano difficili o non hanno portato a nessun risultato potete affidarvi ad un&#8217;<strong>azienda di naming</strong> oppure ad un <strong>consulente</strong> con buona esperienza nel settore.<br />
Una volta fatto un brief con il vostro consulente verrà quotata l&#8217;attività, e pianificata una fase di analisi e ricerca. Al termine di questa fase vi verranno sottoposti dei papabili nomi per la vostra nuova azienda con le dovute spiegazioni e valutazioni di mercato. Ovviamente il tutto con un nome dominio libero o acquistabile ad una cifra che avrete definito a priori nel vostro budget.</p>
<p>Se volete una mano <a href="http://www.mattiamoretto.com/contacts/">contattatemi pure</a>. Sarò lieto di indicarvi come poter procedere nel modo giusto.</p>
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		<title>Marketing E-commerce: uno schema logico per riassumere il piano di promozione</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 12:07:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Strumenti di Marketing e servizi previsti per il lancio di un nuovo brand o progetto online]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In queste settimane sto pianificando il lancio di un nuovo brand che andrà ad operare esclusivamente nel web. L&#8217;azienda intende creare un nuovo marchio e lanciarlo tramite il mondo digitale. Stiamo parlando di beni di consumo di lusso, prodotto che utilizzerà inevitabilmente una piattaforma E-commerce ( sicuramente Magento ) per effettuare la vendita online.</p>
<p>Se da una parte la realizzazione di un e-commerce si presenta come un&#8217;attività si impegnativa ma anche facilmente realizzabile, la parte legata al marketing per il lancio di un nuovo brand non è sicuramente cosa da poco.</p>
<p>Ci sono moltissimi fattori che vanno considerati a monte. Se volessimo tralasciare il posizionamento del prodotto o la parte relativa al naming o corporate id, abbiamo una serie di attività e azioni da intraprendere che sono alquanto delicate per ottenere il massimo ROI possibile dal primo investimento.</p>
<p>Un&#8217;azienda che volesse utilizzare il canale internet per farsi conocere e lavorare esclusivamente nel digitale dovrà prendere in considerazione moltissime variabili e strategie. Ovviamente dovrà essere seguita da un&#8217;azienda espera in comunicazione e marketing che sia in grado di pianificare un lancio.</p>
<p>Quali strumenti di marketing sono adatti per il lancio di un nuovo brand o azienda online? la risposta è: dipende. Possiamo comunque schematizzare una sorta di diagramma che ci fa comprendere come un&#8217;agenzia di webmarketing possa essere coinvolta direttamente nella promozione e quali altri servizi sono inclusi o prevedibili nel lancio di una nuova iniziativa imprenditoriale.</p>
<p>Vi mostro di seguito un possibile scenario di strumenti di marketing e servizi utilizzabili per il lancio di un nuovo brand che utilizza un e-commerce e di come essi siano collegati tra di loro. Secondo voi c&#8217;e&#8217; qualcosa che non va? Oppure, si possono aggiungere attività nella pianificazione di una strategia di marketing? Fatevi sotto!</p>
<p><a rel="attachment wp-att-294" href="http://www.mattiamoretto.com/2011/01/marketing-e-commerce/schema-brand-web/"><img class="alignleft size-full wp-image-294" title="schema-brand-web" src="http://www.mattiamoretto.com/wp-content/uploads/2011/01/schema-brand-web.png" alt="" width="560" height="391" /></a></p>
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		<title>Linkedin e la nuova tratta degli schiavi</title>
		<link>http://www.mattiamoretto.com/2010/12/linkedin-e-la-nuova-tratta-degli-schiavi/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 16:56:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una strana proposta commerciale che mi ricorda tanto dei business di circa 500 anni fa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di solito Linkedin è un ottimo metodo per trovare clienti o partners, ma in questo caso Linkedin non c&#8217;entra nulla. In realtà è stato il vettore che mi ha fatto recapitare una strana proposta di business che vorrei condividere con voi. Magari a qualcuno può interessare o si possono fare assieme delle interessanti riflessioni.<br />
A mandarmela un sedicente CEO di un&#8217;azienda del Bangladesh.</p>
<p>Titolo: Proposal.<br />
Contenuto: Eccolo:</p>
<p><em>hi, I am the director of recruiting company and travel agency in Bangladesh . We are supplying temporary workers from Bangladesh to other countries. Our workers is most obident and experinced in their work field. We ca n supply temporary workers from Bangladesh to Europe or other countries such as , Agriculture workers/Industry workers/Construction workers/Hotel staffs/Office staffs/Cleaner/Factory workers/Welder/Pipe fitter and other categories of workers from Bangladesh under low wages.</em></p>
<p><em>In this regards we are looking business partner from Europe to make partnership with our company in Bangladesh to recruit temporary workers from Bangladesh to Europe. Interested companies , please contact for more business discussion. </em></p>
<p></br><br />
In breve io l&#8217;ho percepita cosi:<br />
Siamo un&#8217;azienda del Bangladesh che recluta lavoratori obbedienti e capaci per mandarli da voi a lavorarare. Ve li mandiamo su a lavorare da voi. Poi quando avete finito ce li rispedite indietro ( sono lavoratori temporanei ).<br />
Stiamo cercando dei partner..bla bla bla.</p>
<p>Ora, dico io, non è che per caso vi è venuto anche a voi in mente il periodo della tratta degli schiavi? Cambiano i continenti, cambiano le modalità di accordo e trattamento, ma poi..alla fine..non è che abbiamo fatto cosi tanti passi in avanti in ben 500 Anni.<br />
Ora, mi domando, non è che per caso che ce li mandano su in nave stivati cosi?<br />
<br /></br><br />
<a rel="attachment wp-att-259" href="http://www.mattiamoretto.com/2010/12/linkedin-e-la-nuova-tratta-degli-schiavi/nave-schiavi/"><img class="alignleft size-full wp-image-259" title="nave-schiavi" src="http://www.mattiamoretto.com/wp-content/uploads/2010/12/nave-schiavi.jpg" alt="" width="400" height="233" /></a></p>
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		<title>Remarketing: La moda del momento del webmarketing spiegato da Hugh Grant.</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 15:50:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il tuo sito verrà ricordato dagli utenti che lo visitano attraverso un cookie speciale. Ecco un "nuovo" metodo di marketing lanciato da Google che avevamo già visto in Mickey Blue Eyes]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-252" href="http://www.mattiamoretto.com/2010/11/remarketing-la-moda-del-momento-del-webmarketing-spiegato-da-hugh-grant/schermata-2010-11-17-a-16-54-55/"><img class="alignleft size-full wp-image-252" title="Schermata 2010-11-17 a 16.54.55" src="http://www.mattiamoretto.com/wp-content/uploads/2010/11/Schermata-2010-11-17-a-16.54.55.png" alt="" width="302" height="261" /></a>Non scriverò assolutamente nulla di nuovo  e nessuna opinione noiosissima in merito al remarketing. Ve lo riassumo in 2 righe semplicemente per spiegare di cosa stiamo parlando e cosa cavolo c&#8217;entra Hugh Grant con tutto questo. Grazie a Google Adwords, il tuo sito web ha la possibilità di lasciare un cookie a chiunque ti abbia appena visitato. Successivamente, secondo parametri sapientemente settari con il pannello Adwords, quello stesso visitatore potrà vedere la tua pubblicità sottoforma di display adv ( banner ) ogni qualvolta visiterà  altri siti web che conterranno dei box di Adsense ( pubblicità di Google utilizzata dagli utenti per guadagnare ). In questo modo potrai ricordare al tuo &#8220;ex-visitatore&#8221; che tu esisti ancora e potenzialmente potrai comunicargli un&#8217;offerta o messaggio per riportarlo nelle tue pagine o riconsiderare la tua offerta. Questa forma di pubblicità, già da tempo utilizzata da diversi portali e-commerce e circuito Yahoo, è ora disponibile nel circuito adwords e molto prestante per tutti i business che offrono servizi o beni che non necessariamente portano ad un acquisto immediato ma dove il visitatore fa passare un po&#8217; di tempo prima di effettuare un ordine o acquisto ( ad esempio prenotare una vacanza, acquistare un bene, ecc ). Per approfondimenti o strategie <a href="http://adwords.google.com/support/aw/bin/answer.py?hl=it&amp;answer=170449" target="_blank">cliccate qui</a>, oppure contattatemi pure qualora abbiate altre domande in merito.<br />
Ma cosa c&#8217;entra Hugh Grant? Appena uscita questa nuova &#8220;forma&#8221; di advertising mi è venuta subito in mente una scena del film &#8220;Mickey Blue Eyes&#8221;. Ve la mostro qui di seguito e provate a vedere se non è esattamente la stessa cosa che succede tra il vostro sito controllato da Adwords e i vostri visitatori! Da adesso in poi ricordate: Ogni volta che entrate in un sito, vedete di mangiare il cookie! Altrimenti il sito s&#8217;arrabbia!!</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ig4-lFzK7Es?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/ig4-lFzK7Es?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Diventare Venditore: la pillola del giorno</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 10:58:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un tip al volo tratto da una storia chiaramente inventata. A volte i consigli su come diventare un buon venditore si racchiudono in concetti molto semplici]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-245" href="http://www.mattiamoretto.com/2010/11/diventare-venditore-consigl/diventare-venditore/"><img class="alignleft size-full wp-image-245" title="diventare-venditore" src="http://www.mattiamoretto.com/wp-content/uploads/2010/11/diventare-venditore.jpg" alt="" width="346" height="259" /></a>Vi racconto una breve storia che racchiude in sintesi due peculiarità che devono contraddistinguere un buon venditore: l&#8217;ottimismo e l&#8217;ingegno!</p>
<p>Due venditori di scarpe vengono spediti in Africa dalla loro azienda madre con l&#8217;obiettivo di aprire lì un nuovo mercato. Dopo pochissimi giorni il primo chiama disperato il proprio titolare: Ehi capo! Qui è un disastro! Torno subito indietro con il primo volo perchè qui è impossibile vendere scarpe! Tutti indossano sandali! Nello stesso istante l&#8217;altro venditore manda una mail: &#8220;Qui le potenzialità di vendita sono infinite! Nessuno indossa ancora scarpe qui!&#8221;</p>
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		<title>Webdesigner contro Programmatore</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 14:28:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Eterna lotta tra webdesigner e programmatori: Chi Vincerà la sfida dei manierismi e dello stipendio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Shane Snow è l&#8217;ideatore di questo simpatico poster-ideogramma che riassume le differenze tra Webdesigner e Webdeveloper. Non mi dilungo nei commenti se non per sottolineare una cosa: gli sviluppatori, almeno negli US percepiscono un salario quasi doppio rispetto ai designer i quali ( poverini ) percepiscono solo 47 820$ ( lordi ? ).<br />
Consoliamoci un po&#8217;. In Italia sia Designer che Programmatori, SEO, esperti di Web marketing percepiscono mediamente la stessa cifra: lo stipendio di un commesso o poco più!</p>
<p><a rel="attachment wp-att-240" href="http://www.mattiamoretto.com/2010/11/webdesigner-contro-programmatore/webdesigners_vs_webdevelopers/"><img class="alignleft size-full wp-image-240" title="webdesigners_vs_webdevelopers" src="http://www.mattiamoretto.com/wp-content/uploads/2010/11/webdesigners_vs_webdevelopers.jpg" alt="" width="550" height="856" /></a></p>
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		<title>Scegliere il nome della vostra azienda: attenzione a valutare possibili equivoci!</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Nov 2010 22:18:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scegliere il nome per un'azienda non è cosa semplice. Specie se non si tiene conto del significato del nome all'estero: ecco tre esempi ahimè da non seguire]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle attività che contraddistingue la fase di startup di un&#8217;azienda è il naming; per gli amici: scelta del nome dell&#8217;azienda stessa.<br />
Scegliere il nome della tua nuova azienda non è cosa facile, anche se risulta essere molto stimolante e creativo.<br />
Ci sono molteplici fattori che vengono coinvolti e richiedono particolare studio. Esistono aziende specializzate nell&#8217;attività di naming, nonché aziende che si dedicano allo sviluppo della brand Idendity ( <a href="http://www.logopro.it" target="_blank">Logopro</a> ne è un&#8217;esempio ).<br />
Il soggetto di questo articolo ricade però su un aspetto che molte aziende italiane non tengono in considerazione quando danno vita ad un nuovo brand: cosa significa il nome della mia azienda all&#8217;estero? Pochissimi, infatti, si pongono questa domanda in quanto danno quasi per scontato che la loro nuova attività avrà inizialmente l&#8217;Italia come unico mercato.</p>
<p>Vediamo di segu<a rel="attachment wp-att-227" href="http://www.mattiamoretto.com/2010/11/scegliere-il-nome-della-vostra-azienda-attenzione-a-valutare-possibili-equivoci/logo-fart-assitalia-agri-pee/"><img class="alignleft size-medium wp-image-227" title="logo-fart-assitalia-agri-pee" src="http://www.mattiamoretto.com/wp-content/uploads/2010/11/logo-fart-assitalia-agri-pee-187x300.gif" alt="" width="187" height="300" /></a>ito degli esempi di Aziende italiane che, evidentemente, non hanno preso in considerazione la possibilità di aprirsi al mercato mondiale una volta raggiunta l&#8217;affermazione nel mercato nazionale. Risultato? Rientrare nella lista di aziende con nomi strani per un pubblico estero.</p>
<p>Partiamo con un&#8217;azienda Trevigiana, la <strong>Fart S.p.a.,</strong> azienda di Preganziol che produce prodotti ed elettronica dell&#8217;illuminazione. Da sempre mi sono chiesto se questa azienda avesse mai avuto problemi di credibilità nell&#8217;aprirsi al mercato anglosassone. Il motivo? Semplice! In inglese Fart significa <strong>&#8220;scorreggia&#8221;</strong>. Non vorrei mai esser stato al posto del commerciale estero che, durante una cold call, avrebbe dovuto presentarsi ai potenziali clienti indicando l&#8217;azienda per cui lavorava. Strano a dirsi, l&#8217;azienda trevigiana è riuscita a farsi largo nel mercato mondiale. Recentemente è stata infatti coinvolta nella fornitura di prodotti per l&#8217;illuminazione del secondo grattacielo più alto del mondo: il Taipei 501.</p>
<p>Passiamo ad un&#8217;azienda più Nota: <strong>INA Assitalia</strong>.  Per tutti il termine &#8220;Assitalia&#8221; significa infatti &#8220;Assicurazioni Italia&#8221;. Per un anglosassone significherebbe meglio <strong>&#8220;Culo Italia&#8221;</strong> ( perdonatemi il francesismo ma non ci sono altri termini associabili ) Molto probabilmente Assitalia, che ha aperto i battenti nel lontano 1923 e recentemente unitasi all&#8217;INA, non prevedeva una crescita così esponenziale che avrebbe portato nel 2000 ad entrare nel gruppo Assicurazioni Generali.</p>
<p>Meno nota, ma sempre significativa, la storia di <strong>Agri Pee S.r.l.</strong>, azienda che opera nel settore agricolo che, volendo essere tradotta in lingua anglofona suonerebbe come <strong>&#8220;Agri pipì&#8221;</strong>.</p>
<p>Scusandomi delle citazioni poco ortodosse giungo alla conclusione ricordando a chiunque di fare sempre controlli doppi quando scegliete il nome della vostra azienda. Il business model può essere cambiato, la sede legale idem, ma il nome nasce e muore con l&#8217;azienda stessa. Occhio quindi a fare la scelta giusta!</p>
<p>Fino ad ora abbiamo visto come NON SCEGLIERE il nome della vostra azienda. Vi suggerisco <a href="http://www.mattiamoretto.com/2011/02/scegliere-nome-azienda/">questo articolo</a> per alcuni suggerimenti da prendere in considerazione per la scelta più giusta da fare.</p>
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		<title>Social Business: i possibili approcci per strategie aziendali</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 08:01:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quali sono le strade con le quali un’azienda può tentare l’approccio nel mondo dei social network? Ecco 3 possibili strade]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-219" href="http://www.mattiamoretto.com/2010/10/social-business/social-media/"><img class="alignleft size-full wp-image-219" title="social-media" src="http://www.mattiamoretto.com/wp-content/uploads/2010/10/social-media.jpg" alt="" width="300" height="298" /></a>Quali sono le strade con le quali un’azienda può tentare l’approccio nel mondo dei social network? Rafforzare il proprio business in un ambiente come Facebook (ad oggi il social network per eccellenza), è molto più complesso di quanto si possa pensare.</p>
<p>La discesa in questo mondo, infatti, richiede una <strong>fase di pianificazione</strong><strong></strong> in cui sarà necessario non lasciare nulla al caso. La prima decisione da prendere, per forza di cose, verte sulle modalità in cui tuffarsi nella piattaforma di Zuckerberg. Come molti sapranno, le strade sono tre ed oggi le analizzeremo una ad una, giungendo poi ad una conclusione piuttosto chiara.</p>
<p>La prima alternativa si riferisce alla <strong>creazione di un gruppo</strong>. Stiamo parlando di un approccio decisamente freddo e “gerarchico” con il proprio target, dove il fondatore (ovviamente un rappresentante dell’azienda) deciderà di cosa parlare e quando lanciare eventuali discussioni). Utile soprattutto per diffondere messaggi “istituzionali”, il gruppo non si presta al meglio all’interazione e alla condivisione di notizie e conoscenze.</p>
<p>Il discorso cambia decisamente con le cosiddette <strong>fan page</strong>, con le quali le aziende tendono ad assumere un atteggiamento molto più “friendly” con i propri follower (tanto per riprendere un termine del gergo di Twitter). In questo caso, infatti, la parola d’ordine per chi vuol farsi conoscere è “coinvolgimento”, invogliando i propri fan ad essere partecipativi con link e post in grado di agevolare l’interazione, ma soprattutto creando un ambiente virtuale dove non si ha a che fare con un moderatore, come invece talvolta avviene con i gruppi.</p>
<p>L’ultimo trend, che a quanto pare sta iniziando a prendere piede solo nell’ultimo periodo, riguarda invece la creazione di un vero e proprio <strong>profilo personale da parte dell’azienda</strong>. E’ in questo caso che si assiste alla personalizzazione massima della figura di un soggetto business, nel tentativo di collocare sullo stesso piano il mittente di un determinato messaggio commerciale (e non solo) con il target finale. Si tratta probabilmente del presupposto che apre ufficialmente le porte al web 3.0, dove l’interazione della fase precedente assume valori senza precedenti. Tutto sta nel capire come il grande pubblico accoglierà i pionieri di questo nuovo modo di fare comunicazione.</p>
<p>Secondo voi quale approccio è il piu corretto ed efficace per le aziende  che intendono usare il social media come strumento di visibilità e  marketing?</p>
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		<title>Trovare clienti e contatti con Linkedin: 3 regole di base</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 09:04:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Linkedin funziona per generare nuovi lead e contatti?  Vediamo come fare grazie a 3 semplici regole]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-211" href="http://www.mattiamoretto.com/2010/10/trovare-clienti-linkedin-regole/network-linkedin/"><img class="alignleft size-medium wp-image-211" title="network-linkedin" src="http://www.mattiamoretto.com/wp-content/uploads/2010/10/network-linkedin-320x223.jpg" alt="" width="320" height="223" /></a>Ci sono moltissimi utenti che utilizzano <a href="http://www.linkedin.com" target="_blank">Linkedin</a> come una sorta di Facebook dedicato alla propria posizione lavorativa. L&#8217;obiettivo si riduce nell&#8217;avere moltissime connessioni e, chissà, poter essere contattati per una nuova esperienza lavorativa.<br />
Se invece vuoi utilizzare Linkedin come strumento di lead generation o New Business Development, devi sapere che lo strumento non ti consente di aprirti al tuo audience semplicemente compilando il profilo in modo dettagliato o creando una rete di contatti numerosa. Contrariamente a quello che molti utenti pensano, non si &#8220;vince&#8221; avendo un bel 500+ nella nostra casellina dei contatti. Per attività più ludiche vi consiglio di accumulare quanti più Badge possibili con <a href="http://www.foursquare.com" target="_blank">Foursquare</a> o <a href="http://www.gowalla.com" target="_blank">Gowalla</a>!</p>
<p>Non so voi, ma io preferisco avere poche decine di contatti interessati a me e ai miei servizi/prodotti, piuttosto che avere nella mia rete centinaia di ex colleghi, persone con cui ho avuto remote collaborazioni o persone che semplicemente amano veder lievitato il loro numero di contatti.</p>
<p>Voglio condividere con te alcune tecniche di lead generation che sfruttano linkedin come piattaforma per l&#8217;acquisizione di prospect, contatti commerciali e possibilità di sviluppo di nuovo business.<br />
<br /></br></p>
<h2>Tecnica di generazione lead #1: I gruppi</h2>
<p><strong>Unisciti ai gruppi che corrispondono al tuo target di mercato.</strong> Non iscriverti semplicemente ai gruppi in cui ci sono colleghi che condividono le proprie esperienze nel tuo campo. Questo ti sarà solamente utile per condividere problematiche e fare uno share delle tue competenze. Non ti sarà senz&#8217;altro utile per l&#8217;acquisizione di nuovi clienti. Se sei un SEO con partita iva, ad esempio, iscriverti ai gruppi SEO in italiano non ti servirà senz&#8217;altro per questo obiettivo. Troverai invece persone che rappresentano appieno la tua concorrenza. Se invece ti iscrivi a <strong>gruppi di imprenditori, di webmarketing, di startup o entrepeneurs</strong> potrai venire in contatto chi è potenzialmente interessato ai tuoi servizi o alla tua consulenza.<br />
Se sei un new business developer per un&#8217;azienda che produce macchinari per il taglio della carta, iscriversi ai gruppi degli imprenditori dell&#8217;industria cartiera potrà aprirti nuovi contatti ( vedi ad esempio paper industry professional o paperboard packegin group ). Ricordati di iscriverti a più gruppi possibili ( la versione free di Linkedin permette l&#8217;iscrizione a 50 gruppi ), e soprattutto <strong>partecipa rispondendo alle discussioni o aprendone di nuove.</strong> Più parteciperai alle discussioni e più chi ti leggerà sarà propenso a contattarti o accettare volentieri un invito a connettersi.<br />
Mi raccomando, <strong>fallo con moderazione</strong> e senza sfociare nello spam. Moltissimi utenti postano nuove conversazioni per segnalare link al sito, offerte commerciali o altro. Assolutamente no!<br />
<br /></br></p>
<h2>Tecnica di generazione lead#2: Introduzioni</h2>
<p>La funzione di introduzione è usata molto raramente dagli utenti. Questo è un vero peccato dato che è uno dei fondamentali per il quale Linkedin è stato creato. La versione free di Linkedin ti permette di avere fino a 5 introduzioni che consistono nel farsi introdurre alla persona di nostro interesse grazie ad un contatto in comune. Esattamente come potrebbe avviene nella realtà. Molti pensano che sia più diretto e meno imbarazzante richiedere il contatto direttamente alla persona a cui rivolgiamo la nostra attenzione. <strong>L&#8217;introduzione, invece, genera maggior interesse e propensione alla risposta.</strong> Avete mai provato questo metodo? Come è andata?<br />
<br /></br></p>
<h2>Tecnica di generazione lead #3: Diventa un esperto</h2>
<p>Il forum di Linkedin o &#8220;Question &amp; Answers&#8221; non è solo un luogo dove potrai condividere esperienze e trovare soluzioni ai tuoi problemi ma è un ottimo strumento per far percepire ad un tuo potenziale lead o prospect che sei un esperto della materia. Qui mi ricollego all&#8217;attività di posting effettuata nei gruppi: è inutile rispondere alle domande puramente tecniche di chi vuole imparare la materia e acquisire know how. <strong>Cerca piuttosto le domande che sono postate da responsabili marketing, CEO o entrepreneurs</strong> che sono alla potenziale ricerca di un servizio o partner.<br />
Per fare un esempio. Se il sign. Luigi Rossi, CEO di un&#8217;azienda di produzione materie plastiche posta la domanda: &#8220;Come è possibile trovare la migliore agenzia SEO?&#8221;, oppure: &#8220;E&#8217; consigliabile affidarsi ad un&#8217;agenzia di Posizionamento nei motori di ricerca o ad un consulente?&#8221; evidentemente il Sign. Rossi è alla ricerca di tale servizio. <strong>Offrire un&#8217;ottima risposta</strong> e il meno autopromozionale possibile, <strong>ti permetterà non solo di essere osservato dal diretto interessato ma anche da chi leggerà la stessa discussione.</strong><br />
Ti consentirà inoltre di richiedere la connessione e proporti per una breve chiacchierata in merito alla sua esigenza.<br />
Altro esempio. Il giovane Marco Zianchi, webmaster in proprio, posta la seguente domanda: &#8220;come faccio ad aumentare la link popularity del mio sito?&#8221; Questa è effettivamente una domanda tecnica posta da un libero professionista con lo scopo di imparare la tecnica e raggiungere un obiettivo. Difficilmente si affiderà a terzi per raggiungere lo scopo. La risposta non sarà comunque del tutto inutile: darà una mano al nostro giovane amico e ti permetterà di esporre le tue conoscenze ad altri lettori di quella discussione. Magari tra i lettori ci sarà proprio il sign. Luigi Rossi che nel frattempo si sta facendo un giro tra le domande correlate.</p>
<p>Spero che questi suggerimenti siano stati di tuo gradimento. Ovviamente questo è un trampolino di lancio. Il resto sta a te e alla tua capacità di vendita. Costruisci relazioni, contatti e prospect. Senz&#8217;altro tra qualche mese avrai generato un bel po&#8217; di lead! Qual è stata la tua esperienza in merito? Commenta!</p>
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		<title>Anticipazioni Beautiful: quando il web ti fa risparimare 23 anni di vita.</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 11:20:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I social media e i contenuti divulgati non sempre fanno perdere molto tempo e inducono alla sindrome di eccesso di informazioni. A volte fanno risparmiare tempo. Il caso di Beautiful Lab]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-198" href="http://www.mattiamoretto.com/2010/10/anticipazioni-beautiful/the-bold-and-the-beautiful/"><img class="alignleft size-medium wp-image-198" title="THE BOLD AND THE BEAUTIFUL" src="http://www.mattiamoretto.com/wp-content/uploads/2010/10/anticipazioni-beautiful-320x245.jpg" alt="anticipazioni beautiful" width="320" height="245" /></a>Il bombardamento mediatico a cui siamo sottoposti con l&#8217;avvento dei new media ci induce ad effettuare una selezione mirata di ciò che leggiamo, vediamo e consultiamo. Il web ha portato infatti un&#8217;aumento esponenziale delle informazioni a nostra disposizione, permettendoci consultazioni e condivisione di contenuti fino a pochi anni fa innimaginabili.<br />
Quasi sempre questo si traduce nella necessità riservare il tempo necessario per restare aggiornati o, ancor peggio, dover programmare e selezionare accuratamente il materiale a cui vogliamo riservare maggiore attenzione.<br />
L&#8217;avvento del web 2.0 potrebbe potenzialmente portare ognuno di noi a passare ore e ore nel mondo web che porta all&#8217; &#8220;information overload&#8221;, o meglio, la sindrome di <a href="http://www.didael.it/sito/blogdida/?p=20" target="_blank">eccesso di informazioni</a>.<br />
Vi cito invece un caso contrario. Il web pensato per salvare tempo e per restare aggiornati su temi di vario genere. Riprendo il titolo del post per citare l&#8217;esperienza generata dai ragazzi di <a href="http://www.tiwi.it/" target="_blank">Tiwi</a>, startup estense che si occupa di creare video  in motion graphics utili per spiegare dati, notizie, prodotti, servizi, risultati e strategie aziendali e procedure di progetti.<br />
E&#8217; risaputo infatti che i video sono i contenuti che vengono maggiormente condivisi nel mondo dei social media e generano maggior attenzione rispetto a contenuti testuali o audio. Il contenuto video permette inoltre di recepire il messaggio e incamerarlo con più efficacia nella nostra mente. Esempio lampante di questo servizio è il video realizzato dai ragazzi di Ferrara assieme a F5 per Sky. Il risultato, chiamato Beautiful Lab, non è ideato per le migliaia di fan che cercano semplicemente Anticipazioni di Beautiful nel web ma riassume in soli 6 minuti ben 23 anni di storia della Soap Opera americana in modo ironico e divertente. Il risultato? Oltre 100 000 views nelle prime 24 ore e quasi 1 milione di views totali a pochi giorni dal lancio.<br />
Il video, sicuramente virale, basa le proprie potenzialità su i fondamentali della viralità stessa:<br />
- Un contenuto potenzialmente interessante a tutti: in questo caso non la soap opera in se stessa ma la durata da record ( 23 anni con oltre 5700 puntate ) che risulta tutt&#8217;ora uno dei punti forza;<br />
- L&#8217;ilarità con cui vengono spiegate le vicende amorose della famiglia Forrester<br />
- L&#8217;ausilio della motion graphic che aiuta a schematizzare e semplificare l&#8217;intricata &#8220;storyboard&#8221; della Soap<br />
- L&#8217;idea coraggiosa e vincente di dare una risposta a centinaia di migliaia di persone che si chiedono, pur non essendo particolarmente interessati, come si potesse mai riassumere una storia così complicata in pochissimi minuti.</p>
<p>TIWI e F5 ce l&#8217;hanno fatta. Complimenti! Ottima lezione di Video virale e di contenuto generato per i nuovi media.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Q-42Fy5gpbg?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/Q-42Fy5gpbg?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Treviso è 2.0: Feistival della Comunicazione 2.0 a Monastier di Treviso</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 10:46:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A Monastier di Treviso il Feistival della Comunicazione ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-186" href="http://www.mattiamoretto.com/2010/09/treviso-e-2-0-feistival-della-comunicazione-2-0-a-monastier-di-treviso/villa-fiorita-monastier-3/"><img class="alignleft size-medium wp-image-186" title="villa-fiorita-monastier" src="http://www.mattiamoretto.com/wp-content/uploads/2010/09/villa-fiorita-monastier2-320x239.jpg" alt="" width="320" height="239" /></a>Come funziona la comunicazione nel 2010? Quali sono gli effetti del web 2.0 nel quotidiano? Cosa chiederanno le persone ad Internet? Queste sono le tre domande cardine che faranno da filo conduttore al Feistival della Comunicazione 2.0, evento organizzato dal Centro di Formazione per la Persona PARADOXA di Treviso e in programma a Monastier di Treviso il 2 e 3 ottobre 2010 presso l&#8217;Hotel Villa Fiorita.<br />
Proprio nel mio paese di residenza che di 2.0 ha davvero poco, si terrà dunque un convegno che vedrà coinvolti esponenti del settore della comunicazione come Achille de Tommaso ( CEO di Colt Telecom per l&#8217;Italia ), Fulvio Zendrini ( Direttore comunicazione del gruppo Piaggio ) e altri relatori che ci parleranno di Business d&#8217;impresa, della comunicazione nel 2010 nella cultura e nello spettacolo e come il web 2.0 sta cambiando le dinamiche del tessuto sociale.<br />
Figura tra i relatori anche il cantautore Samuele Bersani che Domenica 3 Ottobre interagirà con il pubblico con il tema &#8220;Comunicazione Abusiva&#8221;.<br />
Per maggiori informazioni visitate il <a href="http://www.feistivaldellacomunicazione.org/" target="_blank">Sito Ufficiale</a> o <a href="http://www.feistivaldellacomunicazione.org/programma/sabato-2-ottobre.html" target="_blank">Consultate il programma</a>. Io ci farò un pensiero. Sono a due passi. Confermo una cosa: Treviso si sta mostrando ancora una volta una provincia all&#8217;avanguardia nell&#8217;ambito della comunicazione, della ricerca tecnologica e nel settore web. Una piccola Silicon Valley che tra vigneti di prosecco, aziende gloriose del settore della calzatura e della moda annovera aziende che sono state, sono e saranno i pionieri nel settore web e della comunicazione.</p>
<p>Aggiorno quest&#8217;articolo postandovi la videopresentazione di Andrea Sales di Paradoxa.<br />
<object width="640" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/muj0Ec0oVdA?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/muj0Ec0oVdA?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"></embed></object></p>
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		<title>Guerrilla Marketing un pò crudo per l&#8217;ultimo film di Resident Evil</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Sep 2010 17:40:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grande idea di guerrilla marketing per la quarta edizione di Resident Evil. Il gusto però lascia un pò a desiderare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-165" href="http://www.mattiamoretto.com/2010/09/guerrilla-marketing-un-po-crudo-per-lultimo-film-di-resident-evil/resident-evil-guerrila/"><img class="alignleft size-medium wp-image-165" title="resident-evil-guerrila" src="http://www.mattiamoretto.com/wp-content/uploads/2010/09/resident-evil-guerrila-432x300.jpg" alt="" width="302" height="210" /></a>Che il Guerrila Marketing fosse una forma stravagante per attirare l&#8217;attenzione dei passanti non avevamo dubbi. Che questo funzioni sempre o con risultati piacevoli, non ci metterei la firma. Guardate questo video che ritrae i passanti di Madrid alle prese con finti, seppur molto realistici, arti lacerati che sbucano da tombini, prese d&#8217;aria o dai mezzi di trasporto.</p>
<p>Sei si voleva creare l&#8217;ambient del film i ragazzi di Resident Evil 4 hanno sicuramente raggiunto l&#8217;obiettivo. Ma si sono chiesti se questa strategia avesse generato qualche problema alle giovani mamme a spasso con i loro bimbi nelle soleggiate strade del centro di Madrid?</p>
<p>Alla fine, si sa, è importante che se ne parli. Obiettivo raggiunto. Il video virale sta facendo velocemente il giro del mondo&#8230; Pori i me schei&#8230;.</p>
<p><object width="640" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HKmf0N-emmQ?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/HKmf0N-emmQ?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"></embed></object></p>
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		<title>Il tuo capo non capisce nulla? Cambia lavoro!</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Sep 2010 21:47:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un video esilarante e iperbolico che riassume il concetto della volontà di cambiare lavoro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-160" href="http://www.mattiamoretto.com/2010/09/il-tuo-capo-non-capisce-nulla-cambia-lavoro/schermata-2010-09-18-a-23-49-13/"><img class="alignleft size-medium wp-image-160" title="Schermata 2010-09-18 a 23.49.13" src="http://www.mattiamoretto.com/wp-content/uploads/2010/09/Schermata-2010-09-18-a-23.49.13-549x300.png" alt="" width="329" height="180" /></a>Vi posto Il video virale ( anche se un pò datato ) di CareerBuilder che si potrebbe riassumere con il concetto descritto nel titolo. Career Buldier, job board tra le più rinomate nello scenario internazionale, si affida al concetto dell&#8217; assurdo per generare un iperbole che fa sorridere ma colpisce nel segno. Se sopra di te non ci sono persone pensanti e con una strategia chiara in mente, l&#8217;unica soluzione è quella di metterci del tuo per far comprendere quale direzione si potrebbe intraprendere. Se anche questa strategia non verrà presa in considerazione, allora è meglio svoltare pagina.</p>
<p>Voto dieci a questi geni di Career Buider!<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/w8et0z0_s4o?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/w8et0z0_s4o?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Fireworks alla ribalta: Photoshop è in pericolo?</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Sep 2010 15:11:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fireworks vs Photoshop: la sfida continua dopo un periodo di stallo. Qualcuno mi darà ragione sulla superiorità/facilità di Fireworks rispetto a Photoshop]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-147" href="http://www.mattiamoretto.com/2010/09/fireworks-alla-ribalta-photoshop-e-in-pericolo/psd-vs-png/"><img class="alignleft size-medium wp-image-147" title="psd-vs-png" src="../wp-content/uploads/2010/09/psd-vs-png-438x300.png" alt="" width="394" height="270" /></a>E&#8217; dal 2000 che uso Fireworks per creare le interfacce dei siti web. Ricordo ancora le parole di Andrea Davanzo, allora sistemista e programmatore php dell&#8217;azienda in cui iniziai a collaborare: &#8220;Non usare Photoshop per fare la grafica dei siti. Usa Fireworks! Photoshop serve a ritoccare le foto, Fireworks serve a fare il design dei siti! Ogni programma deve essere usato per lo scopo per cui è stato progettato!&#8221;<br />
Quanto vere erano quelle parole! Firework mi ha accompagnato sempre nel percorso di webdesigner a mezzo servizio ( o webdesigner per hobby ) e ho sempre sostenuto quella che per me è una certezza: Fireworks è superiore a Photoshop per l&#8217;usabilità e semplicità di gestione dei layer, per la gestione degli oggetti vettoriali e per l&#8217;immediatezza di utilizzo.<br />
Per anni sono però rimasto nell&#8217;ombra di chi, dall&#8217;alto della sua competenza e capacità, sosteneva l&#8217;esatto opposto: Photoshop è superiore!<br />
Chi avrà ragione non si sa. Fatto sta, che la buona Adobe ha deciso di portare avanti la produzione del gioiellino acquisito da Macromedia. E sembra che le features della nuova versione CS5 siano davvero interessanti.<br />
Vi giro un <a href="http://www.smashingmagazine.com/2010/09/17/the-power-of-adobe-fireworks-what-can-you-achieve-with-it/" target="_blank">articolo</a> che dovreste leggere. L&#8217;eterno duello tra PSD e PNG viene discusso nelle pagine di Smashing Magazine: Buona lettura e Vinca il Migliore!</p>
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		<title>I gatti soggetto cult dei video virali: Ecco alcuni esempi!</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Sep 2010 16:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Miscellaneous]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
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		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[video virali]]></category>
		<category><![CDATA[viral]]></category>

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		<description><![CDATA[Il gatto soggetto cult dei video virali. Ecco alcuni esempi in cui il simpatico animale è protagonista nel meccanismo della videoviralità]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-135" href="http://www.mattiamoretto.com/2010/09/i-gatti-soggetto-cult-dei-video-virali-ecco-alcuni-esempi/gatto-video-virale/"><img class="alignleft size-full wp-image-135" title="gatto-video-virale" src="http://www.mattiamoretto.com/wp-content/uploads/2010/09/gatto-video-virale.jpg" alt="" width="340" height="255" /></a>Sarà che il gatto di per sè è l&#8217;animale domestico che per antonomasia genera più ilarità e fascino. Sarà il fatto che ognuno di noi considera virale ciò che potenzialmente potrebbe essere interessante a chiunque, di facile appartenenza e facente parte del nostro DNA. Sarà che il mio gatto mi sta allenando a diventare papà, dato che mi sveglia come minimo 4-5 volte ogni notte per uscire, entrare, riuscire, rientrare, mangiare e riuscire….Insomma, voglio mostrarvi come queste simpatiche carogne sono uno dei soggetti più utilizzati per video virali e promozionali.<br />
E aggiungo: Pinko…hai rotto! O stai fuori o stai dentro!!</p>
<p></br><br />
<strong>Ikea: Video virale con centinaia di gatti come protagonisti</strong><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/MeCsAQdVnSg?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/MeCsAQdVnSg?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<br /></br><br />
<strong>Pinky the cat: uno dei video virali più famosi del web</strong><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/5M9U9ll-vVk?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/5M9U9ll-vVk?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<br /></br><br />
<strong>Ford Sport Ka: Furba più di un gatto!</strong><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/5dzi_8Rscfs?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/5dzi_8Rscfs?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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